mare_nostrum_defdi Monica Di Sisto*

Costruire insieme una nuova narrativa per accelerare la primavera sociale e ambientale nell’intero Mediterraneo, a partire da un cambiamento profondo delle politiche europee che determinano le relazioni tra sponda Nord e Sud del Mare Nostrum, e con il resto del mondo. È l’obiettivo ambizioso che le Piattaforme delle Ong aderenti a CONCORD dell’Europa del Sud si sono date in occasione del Semestre italiano di presidenza dell’Unione, su impulso delle organizzazioni italiane, e che verrà presentata a Firenze il 15 luglio nell’iniziativa “For a New Narrative on Development: a perspective from Southern Europe on the Euro-Med area”.

Questo racconto condiviso parte dallo scenario comune che stiamo vivendo e determinando insieme: violazioni dei diritti umani, ingiustizie e ineguaglianze crescenti, precarietà, disoccupazione e corsa all’esaurimento delle risorse umane sono fenomeni che stiamo determinando e subendo tutti in egual misura. Il modello neoliberale colluso con le oligarchie politiche e finanziarie continua a produrre sfruttamento umano e ambientale attraverso la speculazione commerciale, finanziaria, la competizione a tutti i costi e la privatizzazione dei beni comuni. Un modello fallimentare, che non riesce ad uscire dalla voragine di crisi che ha esso stesso determinato, ma che rimane, in larga misura, l’unico modello cui la politica, e quella europea in particolare, continua a guardare per trovare le risposte e le vie d’uscita dalla crisi.

Le nuove speranze sorte con le primavere arabe si stanno affievolendo attraverso processi di transizione estremamente difficili e soggetti a una nuova crisi democratica. La crisi delle democrazie si sta diffondendo anche nei paesi del Sud Europa, dove xenofobia e nazionalismi stanno erodendo l’ideale di un’Europa unita e solidale. Questo scenario ha bisogno di una nuova narrazione per la ri-localizzazione del discorso di sviluppo nel Mediterraneo. Più coerenza, e uno spostamento deciso verso un approccio al ben vivere basato sui diritti umani è urgente, secondo le organizzazioni aderenti a CONCORD.

L’Unione per il Mediterraneo è in una situazione di stallo continua e la politica europea di vicinato (PEV) si rivela notevolmente insufficiente in relazione al mutato contesto politico dei Paesi e delle società del Sud del Mediterraneo. L’approccio “more for more” e le cosiddette 3M (Money, Market, Mobility, cioè denaro, mercato e mobilità) del PEV, sono inefficienti a causa delle ambiguità e contraddizioni del modello neoliberale cui si ispirano.

La proposta di CONCORD? Scegliamo le 3D: Democracy, Decent work e sustainable Development, ovvero democrazia, lavoro dignitoso e umano del territorio e sviluppo rispettoso dell’ambiente. Il 3D può funzionare come principio di base per la realizzazione di veri e propri incentivi 3M: più soldi alle società, mercati equi e sostenibili, percorsi di mobilità concrete. Questa è l’Europa migliore e più grande cui aspiriamo: cercheremo a Firenze nuovi alleati, dentro e fuori dalle istituzioni, disposti a realizzarla con noi.

 

*vicepresidente Fairwatch – Responsabile Policy Coherence Development per  ARCS nel progetto “More and Better Europe”

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