COPE’ questa la posizione delle Nazioni Unite in relazione allo sviluppo dell’imprenditoria migrante, riportata da Andrea Stocchiero, ricercatore Cespi e policy officer FOCSIV, all’interno del convegno “Migrazioni, cooperazione, internazionalizzazione: opportunità” tenutosi presso il Centro Torino Incontra della Camera di Commercio di Torino, con il patrocinio di CONCORD Italia.

Il convegno si pone come momento finale del progetto europeo “IMPRA Imprenditoria migrante in Piemonte e Rhone-Alpes” promosso dal Consorzio ONG Piemontesi (COP) in collaborazione con Provincia di Torino, UPM, CISV, CICSENE, AST – Associazione dei Senegalesi a Torino e CAMRETO – Coordinamento delle Associazioni dei marocchini residenti a Torino, che ha permesso lo studio, l’incontro e lo scambio tra realtà di imprenditoria transnazionale in Italia e in Francia (ha partecipato al convegno una delegazione composta da enti e associazioni francesi, tra cui RESACOOP e COSIM, coordinamento che riunisce a Lione le 53 associazioni di migranti della Regione Rhône-Alpes).

Gli studi presentati da Stocchiero illustrano come “i paesi che hanno il più alto tasso di immigrati imprenditori hanno anche maggiori relazioni commerciali internazionali” Si parla addirittura di “economia diasporica” con effetti su commercio e trasporti, telecomunicazioni, ma anche turismo e circolazione delle conoscenze. Ovviamente i casi più rilevanti sono quelli della diaspora cinese e indiana, ma anche i casi meno rilevanti hanno effetti considerabili.

E anche sul nostro territorio i dati sono rilevanti. Sono 22.586 le imprese straniere censite nel 2013 nella provincia di Torino, (497 mila in Italia ) il 9,8% delle attività imprenditoriali della provincia, il 2,2% in più dell’anno precedente (+ 4,88% a livello italiano). Per lo più micro imprese, promosse da giovani, che spesso mantengono rapporti strutturati con i paesi di origine.

“Secondo i dati raccolti dalla Camera di commercio di Torino l’imprenditoria migrante presenta una caratteristica di maggiore dinamicità rispetto al resto del panorama” sostiene Laura Marello della Camera di Commercio di Torino

Monica Cerutti, Assessore della Regione Piemonte con le deleghe alla Cooperazione Internazionale e all’Immigrazione sostiene senza mezzi termini come sia necessario affrontare le questioni migratorie in modo serio e senza logiche assistenziali, anche per smontare argomentazioni strumentali volte a creare conflitto all’interno della popolazione. Ha ricordato “come l’ultimo rapporto CENSIS 2013, fra i punti di forza del nostro paese, abbia individuato proprio l’imprenditorialità migrante, oltre che l’imprenditorialità femminile, come agenti positivi di cambiamento che possono portare, oggi, ossigeno al nostro Paese (…) Credo che sarà importante che la Regione recuperi un ruolo di programmazione e di coordinamento, con una logica partecipativa, anche per contribuire con la sua autorevolezza a trovare le risorse necessarie per cogliere nuove opportunità”.

Dall’analisi dettagliata svolta dal progetto su 96 casi di imprese transazionali in Italia e Francia sono emersi alcune caratteristiche comuni, come spiega Simone Pettorruso del Consorzio Ong Piemontesi presentando i risultati delle ricerche del progetto IMPRA, tra cui “la scarsa relazione tra l’imprenditore e gli enti e i servizi sul territorio, l’estrema difficoltà di accesso al credito per cui la quasi totalità delle attività sono finanziate con fondi propri, il fatto che più della metà mantiene rapporti strutturati con il paese di origine, in forma debole, (conoscenze, competenze, relazioni ) o in forma forte con l’importazione diretta di materie prime dai paesi di origine”.

Alcune richieste precise chiudono i lavori: possibilità della doppia cittadinanza, così come l’accesso al credito e ai servizi, la portabilità dei diritti sociali e contributivi, integrazione in programmi di cooperazione/internazionalizzazione. In generale è urgente “Una maggiore coerenza a livello di politiche comunitarie” come sostiene Stocchiero “un imprenditore transnazionale non può portare realmente benefici allo sviluppo dei due paesi di provenienza e di destinazione se ha problemi di mobilità”.

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