foto-5L’impegno delle reti della società civile italiana nel processo di elaborazione post-2015, ha trovato nella giornata del 9 settembre un passaggio importante. L’incontro, promosso da CONCORD Italia e GCAP Italia, nell’ambito delle iniziative del semestre, ha permesso di sottolineare i termini più importanti del dibattito. Tra questi, in primo luogo, la sempre maggiore consapevolezza di una necessaria convergenza tra l’agenda di sostenibilità ambientale e sociale, riccamente illustrata a partire dalle relazioni di Gianfranco Bologna, Direttore Scientifico del WWF ed Enrico Giovannini, nella sua nuova veste di Co-chair  del gruppo di esperti indipendenti della “data revolution” per lo sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite, che hanno aperto la mattinata:  la centralità della dimensione dell’equità tra persone, gruppi sociali, paesi, territori, generazioni che costituisce l’elemento chiave delle sfide da affrontare.

Ma la questione del ‘come’ promuovere un ‘futuro ec(qu)o-sostenibile per il nostro pianeta’ all’interno dell’agenda post 2015 è materia che richiede un ulteriore passaggio. L’Italia ha infatti ricevuto in seno all’Unione Europea il mandato di facilitare il raggiungimento di una posizione comune nel negoziato internazionale sul tema. Che l’Unione Europea intenda presentarsi con una voce unitaria, in un percorso internazionale frammentato e finora certo non particolarmente lungimirante, è comunque già un primo risultato: un risultato, come ha ricordato il Vice Ministro degli Affari Esteri Lapo Pistelli, fino a pochi mesi fa tutt’altro che scontato.

A partire da una richiesta di maggior coraggio e di un approccio più ambizioso (‘raising the level of ambition’ era il titolo del documento di posizione di GCAP/Concord presentato nel corso della giornata), è necessario individuare quelli che Stefano Prato, Segretario del SID, nel suo intervento di apertura ha definito i ‘cavalli di Troia’: quegli elementi che consentono, una volta raggiunto un consenso, probabilmente faticoso, su un testo negoziale, di aprire degli spazi di dialogo politico e di un livello di interlocuzione alto ed esigente.

Ma quali sono questi elementi? Un commento puntuale al documento dell’Open Working Group, che rappresenta con i suoi moltissimi limiti il punto di partenza attuale del negoziato internazionale, è stato già articolato dalle reti europee ed internazionali della campagna Beyond 2015 e di GCAP. Nella giornata del 9 settembre, si è cercato invece di trovare una sintesi su alcuni elementi chiave, il primo dei quali è l’esigenza di stabilire le condizioni per un processo di piena partecipazione ed accountability: la definizione di obiettivi e strumenti da perseguire a livello internazionale è infatti operazione dal contenuto profondamente politico, e che deve quindi riposare su una piena legittimità. Ampliare questi elementi di partecipazione, a livello di identificazione di obiettivi, di controllo di pertinenza, di implementazione, e di monitoraggio rappresenta una sfida chiave: su questo, l’Unione Europea ha già sviluppato qualche elemento interessante nelle sue precedenti comunicazioni, ma a livello internazionale il rischio è invece quello di un processo puramente intergovernativo che porti ad una emarginazione delle diverse espressioni della società civile.

Su molti temi, alcuni dei quali hanno ricevuto fin’ora un’attenzione particolarmente limitata nel dibattito internazionale, c’è la disponibilità del governo a richiamare l’attenzione dei partner europei: prime tra tutte la questione dell’emigrazione, della pace, del cibo. Ma, come lo stesso Vice Ministro Pistelli ha ricordato, la partita è difficile: ‘fermi sui principi e flessibili nei dettagli’, significa accettare le mediazioni necessarie per portare comunque a casa dei risultati qualificanti, a partire dalle conclusioni del Consiglio dei Ministri degli Affari Esteri del prossimo dicembre, l’ultimo sotto presidenza italiana, con la nuova Commissione Europea operativa e che dovrà consolidare una comune posizione europea per la parte finale e decisiva dei negoziati. Sarà compito nostro mantenere alto il livello di attenzione, per verificare ad ogni passaggio a quali risultati è possibile arrivare. Con la nuova Commissione si prepara un periodo fondamentale per segnare la possibilità di un ruolo qualificante per l’Europa nel mondo.

Massimo Pallottino
GCAP-LVIA

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