A cura di Francesco Petrelli*

Il 22 novembre la Commissione Europea ha presentato il cosiddetto “Pacchetto sviluppo”, composto da tre importanti documenti che dovrebbero definire una strategia ed un quadro delle politiche di sviluppo europee per i prossimi anni.

Dei documenti che costituiscono un insieme, quello di maggiore rilievo è la Comunicazione della Commissione Europea sul Consenso per lo sviluppo. I documenti europei definiti di “consenso” disegnano il quadro delle strategie e degli orientamenti di medio periodo. Sono definiti di consenso perché la comunicazione della Commissione è solo un passaggio di un più vasto processo di consultazione che coinvolge non solo le istituzioni europee ma anche i singoli stati membri e gli attori (stakeholder) interessati, a partire dalle organizzazioni della società civile sia dei paesi europei che dei paesi partner della cooperazione. Con la presentazione della Comunicazione della Commissione si entra nel vivo del processo e il dibattito si sposta a livello dei singoli stati nazionali. Da adesso fino alla prossima primavera, il Consenso verrà quindi ulteriormente discusso per essere definitivamente adottato attraverso una decisione congiunta delle istituzioni europee e dei singoli stati.

L’Agenda 2030 viene definita come quadro di riferimento essenziale per le politiche di sviluppo europee nella comunicazione sul Consenso. Particolare importanza ha quindi anche la Comunicazione della Commissione sull’Agenda 2030 che si concentra sulle prossime tappe per realizzare gli obbiettivi e dell’Agenda, attraverso un quadro di governance, metodologie e mezzi di realizzazione.

Il terzo documento sul processo sul Post Cotonou concerne uno degli storici strumenti della cooperazione allo sviluppo europea, meglio conosciuto anche come accordo UE-ACP che regola i rapporti di partenariato fra l’Europa e i 79 paesi di Africa, Caraibi e Pacifico. L’accordo scadrà nel 2020 e sarà rinegoziato e auspicabilmente rinnovato.

 

Il trittico dei documenti è quindi molto importante e fortemente connesso al processo di realizzazione dell’agenda a livello europeo, non solo per quello che riguarda le politiche di cooperazione, ma per gli orientamenti che incideranno nel ridisegnare lo sviluppo ed il modello sociale europeo. Senza approfondire l’analisi, diamo conto delle prime reazioni di Concord dai quali emerge un giudizio articolato.

 

Sul documento del Consenso per lo sviluppo viene rilevata positivamente la conferma della priorità dell’obiettivo dello sradicamento della povertà e l’ancoraggio ai principi dell’Agenda. Si chiede però contemporaneamente di passare dalla definizione coerente dei principi ai fatti. Non mancando di rimarcare alcune preoccupazioni. In particolare per il rischio di un ridimensionamento della funzione dell’aiuto a favore degli strumenti di finanza per lo sviluppo o, per quello che riguarda il nesso migrazione-sviluppo si rimarcano le preoccupanti tendenze di scivolamento verso forme di “securizzazione dell’aiuto”. Utilizzando la cooperazione come mezzo per imporre condizionalità negative in uno scambio tra risorse e controllo dei flussi, che non interviene sulle cause profonde e strutturali del fenomeno.

Più deludente è stata considerata la comunicazione sulle prossime tappe per l’implementazione dell’Agenda. In effetti il documento più che un concreto passo in avanti nella definizione di modalità e tempi nell’avanzamento del lavoro e soprattutto nella definizione di un piano interno ed esterno di politiche coerenti, si limita a ribadire principi e ad indicare delle priorità. Troppo poco e ancora troppo generico tenendo conto che questa posizione arriva a più di un anno dal lancio dell’Agenda stessa.

Per questa ragione che vede il posizionamento europeo incerto e in ritardo sulle necessità di una tabella di marcia che corre, da segnalare in funzione di stimolo il contributo di Concord Europa con il Rapporto Stakes not could be higher sullo sviluppo sostenibile,  al quale abbiamo attivamente contribuito come Concord Italia, in particolare per i capitoli su cibo, produzione e consumo sostenibile e sulle migrazioni.

L’insieme delle proposte del pacchetto sviluppo dovranno essere ulteriormente analizzate e valutate, certamente esse costituiscono un punto importante dell’impegno di advocacy nel corso del 2017. Sarà perciò necessario chiedere al nuovo governo che vengano attivati tutti i meccanismi istituzionali e parlamentari di consultazione pubblica che tengano conto del punto di vista e delle proposte della società civile.

In particolare, così come abbiamo chiesto al Vice ministro Giro già nel corso della nostra ultima assemblea di novembre, crediamo sia necessario che sul documento di Consenso sullo sviluppo europeo sia Convocato il Consiglio Nazionale della Cooperazione.

*Portavoce di Concord Italia – Oxfam Italia

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