a cura di Francesco Petrelli

Il 31 maggio e il 1 giungo si è svolta a Bruxelles l’assemblea annuale di Concord Europa. Questa assemblea si è collocata dopo un anno “vissuto pericolosamente”, segnato da una crisi e da una incertezza che ha messo in discussione, come mai era accaduto prima lo stesso futuro del continente e il destino di un processo unitario che, pur tra accelerazioni e rallentamenti, solo fino a qualche anno fa sembrava se non sempre linearmente positivo, non certo soggetto ad essere messo radicalmente in discussione, come è accaduto in questi ultimi 12 mesi.

Dal Trauma della Brexit, che nessuno seriamente riteneva possibile, alla nuova presidenza americana con l’elezione di Trump, ad un ciclo elettorale nel 2017, ancora in pieno svolgimento, che ha visto e in parte vede ancora, il rischio di una fortissima ipoteca dovuta alla crescita delle forze nazionaliste, sovraniste di forte impronta xenofoba ed antieuropea.

Tutti elementi di un grande sconvolgimento, anche se in questi mesi alcune novità in controtendenza si sono prodotte. Dalle elezioni presidenziali austriache a quelle olandesi e soprattutto francesi, dove le forze anti europee hanno subito una battuta d’arresto. Il ciclo elettorale conoscerà però fino alla fine dell’anno molti altri importanti paesi dalla: Germania, alle elezioni anticipate britanniche, nuovamente all’Austria per le politiche e da ultimo, probabilmente a breve, la stessa Italia. Mentre l’Europa è sotto attacco a causa del terrorismo fondamentalista e non riesce a trovare da troppo tempo una strategia e delle risposte solidali, ed adeguate di fronte tema delle migrazioni.  Segnali, positivi comunque non sono solo di carattere elettorale. Dalle manifestazioni di Barcellona e Milano a favore dell’accoglienza e per un nuovo europeismo solidale, fino a quanto accaduto nell’anniversario della firma dei trattati di Roma con le iniziative della coalizione “La nostra Europa”. Sono state occasione per il manifestarsi di iniziative della società civile, in Italia e in altri paesi, critiche verso le politiche europee, ma nette nel riaffermare la volontà di proseguire nel percorso comune. seppure in forte discontinuità con le politiche e le scelte di un passato recente. Da ultimo è apparso molto significativo, pur nel sostanziale insuccesso del Vertice, quello che è accaduto nei giorni scorsi al G-7 di Taormina e poi con l’uscita degli Usa di Trump dall’ accordo di Parigi. Fatti che hanno sancito in modo clamoroso il consumarsi di una distanza larghissima, come mai dal dopo guerra ad oggi, tra Europa e gli Stati Uniti di Trump.

Se e come l’Europa, come fortemente speriamo, riuscirà a farcela e salvare se stessa e la strada del suo comune futuro, alla fine di questo anno difficilissimo, è del tutto chiaro che veramente il business as usual non è più un’opzione possibile. Abbiamo bisogno di una svolta e di un rilancio di determinazione e innovazione per concretizzare l’ambizione, scritta tante volte nei documenti europei, affinché il nostro continente diventi un global player in un mondo che vede una ulteriore profonda trasformazione, che fuor di retorica, si presenta concretamente densa di rischi ma anche di opportunità. A patto che si affermi una visione e una volontà politica nuova.

La discussione

A partire da questo quadro, così complesso e sfidante, l’assemblea di Concord, sin dal suo titolo “Building the world & Europe we want” ha posto al centro due temi: il Futuro che vogliamo per l’Europa e per il mondo e la membership che vogliamo, proponendo una riflessione sugli obiettivi del processo di cambiamento della strategia 2016-2022 e di riorganizzazione della Confederazione, avviati due anni fa.

La sessione sul futuro che vogliamo si è svolta attraverso la presentazione di esperienze significative e innovative in Spagna, Belgio e Croazia, di mobilitazione della società civile, che hanno avuto caratteristiche di grande efficacia ponendo al centro il tema dello sviluppo e della partecipazione democratica e che hanno consentito al mondo delle ONG di creare un rapporto e un sistema di alleanze forte e strutturato con diversi settori della società civile. Esperienze spesso partite dalla comune reazione alla tendenza preoccupante del restringimento degli spazi di azione della società civile.  Dalle cosiddette “Leggi mordacchia” sulla liberta di manifestazione in Spagna, fino gli attacchi del governo croato contro i diritti delle donne. Una tendenza preoccupante questa che sembra estendersi dall’Ungheria alla Polonia, fino, seppure in maniera e con forme diverse, al nostro Paese che è stato molto citato per la vicenda dell’attacco alle navi delle ONG per i salvataggi in mare.

Gli spunti di questa discussione sono stati molto presenti nell’ esercizio collettivo fatto in gruppi sulla membership a partire dalla risposta ad alcune domande poste, su quale dovrà essere la dimensione dell’impatto geografico o per settori prioritari di Concord, ponendo al centro il tema di quale tipo di alleanze oltre le ONG di sviluppo, si dovranno sviluppare come prioritari con altri settori e organizzazioni della società civile.

Da rilevare che più volte è stata indicata come una buona pratica l’esperienza di Concord Italia nelle giornate di iniziative e nella manifestazione di Roma per il sessantesimo dei trattati, promossa all’interno della “Coalizione La nostra Europa”.

Le decisioni: approvazione dei documenti, il rinnovo delle cariche e ammissione nuovi soci

Nell’assemblea è stato approvato anche il rapporto di attività 2016 e il bilancio consuntivo 2016 e quello preventivo “strategico” per il 2016.

Sono state rinnovate le cariche per il Presidente e per 4 componenti del Board.

Nella carica di Presidente ha ottenuto un secondo mandato Johannes Trimmel, presidente uscente della Piattaforma austriaca (43 voti su 46), così come è stata rieletta per un secondo mandato, Laura Sullivan di Action Aid e Vice presidente uscente (38 voti). Come componenti del Board sono stati eletti per la prima volta: Maurice Claassens (37 voti) di Solidar; Bruno Rivalan, della Piattaforma francese (28 voti) e Alexandra Makaroff, di Plan Europa (22 voti).

L’assemblea ha approvato l’ammissione Global Network of Civil Society Organisations for Disaster Reduction (GNDR), mentre il Board ha proposto e l’assemblea approvato, un accordo di partnership con il Norwegian Refugees Council (NRC).

Francesco Petrelli – Portavoce di Concord Italia – Oxfam Italia

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