AidWatch 2026: il rapporto di CONCORD sull’aiuto pubblico allo sviluppo europeo nel 2025.

Il 16 settembre 2026, CONCORD Europa ha presentato AidWatch 2026, il rapporto che da 21 anni analizza l’aiuto pubblico allo sviluppo (APS) dell’Unione europea e dei suoi Stati membri. Le principali tendenze.

Evoluzione dell’aiuto pubblico dell’UE nel 2025

Tra il 2024 e il 2025 l’APS dell’Unione europea è diminuito dell’11,4% in termini reali, soprattutto a causa dei tagli decisi dalla maggior parte degli Stati membri. Negli anni scorsi la crescita dell’aiuto delle istituzioni europee aveva compensato in parte le riduzioni nazionali. Nel 2025 questo meccanismo non ha avuto seguito: anche l’APS delle istituzioni UE è sceso, del 13,8%, la contrazione più forte da dieci anni.

Dopo il picco del 2022, dovuto in larga parte all’aumento dei costi per l’accoglienza delle persone rifugiate, l’APS degli Stati membri è in calo costante. Il quadro però non è uniforme. Irlanda, Germania e Belgio hanno operato tagli significativi, mentre sei Stati membri hanno aumentato il proprio APS: Svezia, Ungheria, Spagna, Danimarca, Lussemburgo e Italia.

Lontani dall’obiettivo dello 0,7%

Guardando allo sforzo in rapporto al reddito nazionale lordo (RNL), solo Lussemburgo, Svezia e Danimarca hanno raggiunto o superato nel 2025 l’obiettivo internazionale dello 0,7%. La maggior parte degli Stati membri resta sotto lo 0,3%. Solo sei Paesi hanno aumentato il rapporto APS/RNL rispetto all’anno precedente: Danimarca, Ungheria, Italia, Lussemburgo, Spagna e Svezia.

Il dato solleva una questione politica più ampia. L’UE e i suoi Stati membri rappresentano insieme il 47% dell’APS mondiale, ma con questi tagli diventa più difficile rivendicare un ruolo di primo piano nel finanziamento dello sviluppo sostenibile.

Il dibattito: interessi geopolitici e strumenti finanziari

In occasione della pubblicazione, CONCORD ed ETTG hanno organizzato una tavola rotonda con Luc Bagur (DG INTPA), Oluseyi Babatunde Oyebisi (Nigeria Network of NGOs), Camilo Gamba (OCSE/TOSSD) e Charlotte Vernier (Rappresentanza permanente del Lussemburgo presso l’UE).

Il confronto si è concentrato sull’evoluzione della cooperazione europea verso una maggiore attenzione agli interessi geopolitici, economici e strategici dell’UE. ETTG ha ricordato che i nuovi strumenti finanziari e le garanzie possono mobilitare investimenti privati, ma non possono sostituire l’APS nei settori a bassa redditività commerciale: sanità di base, istruzione, riduzione delle disuguaglianze, sostegno ai Paesi meno sviluppati e ai contesti fragili.

Resta quindi aperta una domanda cruciale per il futuro della cooperazione: come combinare i diversi strumenti europei senza dirottare gradualmente le risorse destinate alle persone più vulnerabili verso obiettivi in cui i finanziamenti privati sarebbero preferiti, ma meno efficaci?

Il tema della prevedibilità dei finanziamenti è tornato più volte nella discussione. CONCORD ribadisce che impegni pluriennali e di lungo periodo sono indispensabili perché i programmi di sviluppo producano risultati duraturi.

Per approfondire

Il rapporto completo, disponibile in inglese, si può scaricare qui.